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L’Oasi di Maria Santissima del Piano rappresenta uno dei luoghi più simbolici e identitari del territorio di Episcopia, dove il paesaggio naturale si intreccia con la memoria religiosa e la tradizione popolare.
Situata in località Aia di Maria, lungo il percorso che conduce al Santuario di Santa Maria del Piano, l’oasi è dominata dalla cosiddetta “Quercia della Madonna”, un albero secolare oggi ufficialmente riconosciuto tra gli Alberi Monumentali d’Italia con decreto ministeriale del 5 maggio 2020. Questa quercia, con le sue dimensioni imponenti e il tronco cavo, non è solo un elemento naturale, ma un vero e proprio monumento vivente, custode di storia e spiritualità.
Secondo la tradizione, nel XVI secolo un gruppo di mietitori rinvenne all’interno del tronco cavo dell’albero una statua lignea della Madonna. Il ritrovamento fu interpretato come un segno miracoloso e segnò profondamente la devozione della comunità. Si ipotizza che la statua fosse stata nascosta nel tronco già nel XV secolo dai monaci del vicino monastero, per proteggerla durante periodi di instabilità e conflitti.
L’evento diede origine a una tradizione ancora viva: il cosiddetto “Ballo del Falcetto”, che si svolge durante la festa della Madonna del Piano (4-5 agosto). Secondo il racconto popolare, i mietitori, colmi di emozione, tornarono al paese danzando con le falci sollevate, trasformando il gesto del lavoro agricolo in un atto di devozione collettiva.
Dal punto di vista naturalistico, la quercia presenta caratteristiche eccezionali: una circonferenza alla base di oltre sei metri, una chioma ampia e un tronco cavo che si sviluppa per diversi metri in altezza. Questo spazio interno ha ospitato nel tempo forme di vita animale, configurandosi come un piccolo ecosistema naturale. La presenza dell’albero rafforza il legame tra ambiente e spiritualità, mostrando come il sacro possa radicarsi nel paesaggio.
La valorizzazione della quercia e dell’oasi è frutto di un recente percorso di tutela promosso a livello locale, che ha portato al riconoscimento ufficiale dell’albero come bene monumentale. Questo processo ha restituito centralità a un luogo che non è solo memoria del passato, ma anche risorsa culturale e identitaria per il presente.
Oggi l’Oasi della Madonna del Piano è uno spazio di sosta, riflessione e devozione, inserito in un itinerario che collega natura, religione e tradizione. Qui, più che altrove, si percepisce come la storia di una comunità possa essere custodita non solo nelle architetture, ma anche negli elementi più semplici e antichi del paesaggio.

