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La Torre della Spiga rappresenta una delle testimonianze più evidenti del sistema difensivo medievale di Chiaromonte, inserendosi nel complesso delle strutture fortificate che proteggevano il borgo e l’area del castello.
Situata in prossimità della chiesa di San Tommaso, in un’area strategica del centro storico, la torre faceva parte della cinta muraria che racchiudeva l’abitato e il cosiddetto “castello-monastero”, ovvero il complesso fortificato legato alla presenza dei Sanseverino. Questa posizione ne evidenzia la funzione di controllo e difesa, in un sistema articolato di mura e torri distribuite lungo il perimetro dell’insediamento.
La struttura, conservata nelle sue dimensioni originarie, consente ancora oggi di percepire la solidità e la funzione militare dell’opera. I resti della torre, insieme a quelli delle mura circostanti, permettono di ricostruire l’antico assetto difensivo del borgo, caratterizzato da una rete di fortificazioni adattate alla morfologia del terreno.
Nel corso del tempo, con il venir meno delle esigenze difensive, la torre è stata oggetto di riusi funzionali. In particolare, durante l’Ottocento, quando il palazzo Sanseverino passò alla diocesi di Tursi-Lagonegro in seguito all’eversione feudale napoleonica, gli ambienti superiori della torre furono utilizzati dalle suore come spazi di servizio, adibiti a pollaio e legnaia. Questo adattamento testimonia la capacità delle strutture medievali di essere reinterpretate in funzione delle esigenze quotidiane.
La Torre della Spiga non è quindi soltanto un elemento architettonico isolato, ma parte di un sistema più ampio che racconta la storia di Chiaromonte: dalla fase medievale, segnata dalla necessità di difesa, fino alle trasformazioni dell’età moderna e contemporanea.
Nel suo insieme, la torre costituisce un importante documento storico, capace di restituire la stratificazione delle funzioni e degli usi che hanno caratterizzato il territorio nel corso dei secoli.

