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Il Museo Archeoantropologico “Lodovico Nicola di Giura” rappresenta uno dei più innovativi e significativi poli culturali del territorio lucano, configurandosi come luogo di conoscenza, valorizzazione e fruizione di un patrimonio profondamente radicato nella storia delle comunità locali.
Istituito formalmente nel 2015 con deliberazione del Consiglio Comunale di Chiaromonte, il museo è un’istituzione civica nata da un articolato percorso progettuale avviato già nei primi anni Duemila. Il progetto, ideato da Luigi Viola e Maria Luisa Nava e sviluppato sotto la direzione scientifica dell’antropologo Domenico Mancinelli, ha coinvolto numerosi enti e istituzioni, tra cui la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, l’Università degli Studi dell’Aquila, il Parco Nazionale del Pollino e l’Associazione Nazionale Archeologi.
Il museo si fonda su un approccio interdisciplinare che unisce archeologia e antropologia fisica, con particolare attenzione allo studio delle popolazioni enotrie vissute tra la fine del X/inizio IX e il V secolo a.C. nelle valli dei fiumi Sinni-Serrapotamo e Agri-Sauro. Questi territori, collocati strategicamente tra Tirreno e Ionio, rappresentavano importanti aree di transito e insediamento nell’Enotria interna.
Elemento centrale del percorso museale è l’analisi dei resti scheletrici umani provenienti dagli scavi condotti a Chiaromonte e a Guardia Perticara tra il 1972 e il 2007. Lo studio osteologico, realizzato dall’Università dell’Aquila, ha permesso di ottenere informazioni preziose sulle condizioni di vita delle antiche popolazioni: alimentazione, stato di salute, attività svolte, stress ambientali e pratiche funerarie.
In questo contesto, lo scheletro viene interpretato come un vero e proprio “archivio biologico”, capace di restituire dati fondamentali sull’interazione tra uomo e ambiente. Attraverso l’analisi comparata delle popolazioni, è possibile ricostruire dinamiche evolutive e strategie di adattamento nel tempo e nello spazio.
Il museo non è quindi solo uno spazio espositivo, ma anche un centro di ricerca scientifica, pensato per favorire la conoscenza del passato e la costruzione di una consapevolezza territoriale.
Dal punto di vista architettonico, la struttura si presenta moderna e funzionale. Realizzata tra il 1989 e il 2005 e completata nel 2017 con la sistemazione delle aree esterne, occupa una superficie di circa 500 mq ed è articolata su due livelli, uno fuori terra e uno interrato. L’edificio è costruito in cemento armato con murature in calcestruzzo, rivestimento esterno in pietra e copertura in lastre di rame.
Il museo è immerso in un’area di circa 1600 mq, sistemata a verde e pavimentata con pietra locale, e si trova in località San Pasquale, a sud-est del centro storico, in una zona di grande rilevanza archeologica. Qui erano presenti due necropoli – una enotria e una altomedievale – e un luogo sacro frequentato tra il IV-III secolo a.C. e il I secolo d.C., in prossimità di una sorgente d’acqua.
Nel suo insieme, il Museo Archeoantropologico “Lodovico Nicola di Giura” rappresenta un ponte tra passato e presente: un luogo in cui la ricerca scientifica diventa strumento di conoscenza e valorizzazione dell’identità culturale del territorio.ornamentale.

