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Il Palazzo Caporale, costruito nel XIX secolo a Viggianello, è strettamente legato alla figura del dottor Vincenzo Caporale (1878–1967), medico originario del paese che visse e operò all’interno della dimora per gran parte della sua vita.
Caporale si laureò in Medicina e Chirurgia all’Università Federico II di Napoli nel 1905, specializzandosi in numerosi ambiti della medicina, tra cui pediatria, ortopedia, igiene, ginecologia, medicina legale e altre discipline. Dopo importanti esperienze come assistente e primario presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli, decise di rinunciare alla carriera ospedaliera per dedicarsi completamente allo studio delle patologie tumorali.
Rientrato a Viggianello, condusse le sue ricerche all’interno del palazzo, unendo conoscenze mediche e botaniche maturate attraverso lo studio della flora del Pollino. Secondo le testimonianze locali, sviluppò un preparato a base di erbe, inizialmente chiamato “Polvere Pace” e successivamente “Ablastina”, che avrebbe mostrato effetti su alcune forme tumorali esterne, contribuendo alla sua fama popolare.
La figura del medico è ricordata anche per il suo impegno sociale: si narra che curasse gratuitamente molti malati del territorio, diventando una figura di riferimento per la comunità locale. La sua notorietà avrebbe varcato i confini regionali, dando origine a racconti secondo cui fu anche consultato da personalità di rilievo dell’epoca.
Una delle richieste attribuite al dottore riguarda la realizzazione di una strada di accesso al palazzo, situato in posizione elevata nel centro storico, per facilitare il raggiungimento della sua abitazione, fino ad allora collegata solo da una lunga scalinata.
All’interno del palazzo è ancora oggi conservata una documentazione fotografica che raccoglie casi clinici prima e dopo i trattamenti sperimentali condotti dal medico, costituendo una preziosa testimonianza della sua attività.
Vincenzo Caporale morì nel 1967, lasciando un’eredità fatta di memoria, ricerca e legame profondo con la sua terra, che il palazzo continua a custodire.

