Share This Article
Villa Costanza, conosciuta anche come Palazzo Costanza, rappresenta una delle più antiche e significative testimonianze dell’architettura gentilizia di Fardella. Risalente alla prima metà del XVIII secolo, l’edificio si inserisce nel gruppo delle dimore appartenute alle famiglie più influenti del borgo, protagoniste della vita economica, culturale e religiosa della comunità.
Oggi il palazzo si presenta modificato negli interni e ancora abitato, ma conserva alcuni elementi originari di grande valore, tra cui la corte centrale, il portale monumentale e la cappella gentilizia, che permettono di leggere chiaramente l’impianto storico dell’edificio.
L’accesso avviene attraverso un portale in pietra locale del XVIII secolo, caratterizzato da motivi decorativi a spirale nella parte inferiore e da uno stemma familiare scolpito nella chiave dell’arco, raffigurante un animale simbolico. Questo elemento rappresenta il segno distintivo della famiglia e sottolinea la funzione rappresentativa dell’ingresso.
Superato il portale, si accede alla corte interna, attorno alla quale si sviluppa il palazzo su tre lati. Qui si trova un grande scalone in pietra che, partendo da una rampa centrale, si divide in due rampe laterali, creando un effetto scenografico e funzionale allo stesso tempo. All’interno del cortile sono presenti anche due pilastri, probabilmente utilizzati in passato come sostegno per coperture temporanee.
La struttura dell’edificio segue il modello tipico delle residenze gentilizie: il piano terra era destinato a depositi e ricoveri per animali, mentre il primo piano ospitava la vita quotidiana della famiglia. In quest’ultimo era presente anche una grande sala di rappresentanza, la cosiddetta “galleria”, utilizzata per eventi e incontri ufficiali.
Elemento di particolare interesse è la cappella privata dedicata a San Domenico, situata sulla destra della corte. Dotata di due ingressi – uno interno e uno dalla strada principale – essa presenta una finestra trilobata che illumina l’altare in pietra locale. Sopra l’altare era collocata una tela raffigurante la Madonna del Rosario tra i santi Caterina, Domenico e Tommaso d’Aquino, attribuita al pittore Sellitto, testimonianza del legame tra arte e devozione.
Sulla facciata esterna, volutamente sobria, si nota una piccola campanella che ancora oggi viene suonata manualmente durante il passaggio delle processioni, segnalando la presenza del luogo di culto e mantenendo vivo il legame tra il palazzo e la comunità.
Villa Costanza si distingue dunque per la sua duplice natura: residenza nobiliare e spazio religioso, luogo in cui si intrecciano vita privata, rappresentanza sociale e devozione. Ancora oggi, nonostante le trasformazioni, conserva il valore di memoria storica e identitaria del borgo.

