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Il Museo della Parola trova spazio nei locali seminterrati di Palazzo Donato, una delle dimore signorili più importanti di Fardella, definita intorno al 1849 da una famiglia benestante del borgo. Questo contesto architettonico conferisce al museo un valore aggiunto, inserendolo in una struttura che riflette pienamente l’organizzazione economica e sociale dell’epoca.
Il palazzo, sviluppato secondo una tipologia a corte con piano seminterrato e due livelli fuori terra, era concepito come sistema integrato: ai piani inferiori si svolgevano le attività produttive, mentre il piano nobile ospitava la residenza. Proprio nel piano seminterrato, accessibile da via Coriolano, si conserva oggi uno degli elementi più significativi del museo: un antico frantoio oleario.
Il frantoio rappresenta una preziosa testimonianza della cultura agricola locale e conserva ancora numerosi elementi originali, tra cui la vasca di raccolta dell’olio, il camino in cotto, i torchi e parti dell’impianto di lavorazione introdotto agli inizi del Novecento. Questi elementi raccontano il passaggio da tecniche tradizionali a forme più evolute di produzione, documentando una fase di trasformazione fondamentale per l’economia rurale.
Il Museo della Parola non è soltanto un luogo espositivo, ma uno spazio che restituisce voce alla memoria collettiva. Attraverso gli oggetti e gli ambienti conservati, si ricostruisce il mondo del lavoro contadino, fatto di gesti, saperi tramandati e relazioni comunitarie. Il frantoio, in particolare, diventa simbolo di un’attività centrale nella vita del territorio, legata non solo alla produzione, ma anche alla socialità e alla condivisione.
L’esperienza del museo è strettamente connessa al resto del palazzo. L’accesso attraverso la corte, il portale monumentale in pietra di Valsinni e la scala che conduce al piano nobile permettono di comprendere la gerarchia degli spazi e il rapporto tra dimensione produttiva e rappresentativa. Questo dialogo tra ambienti rende la visita un percorso completo, in cui architettura e contenuti si integrano.
Palazzo Donato, oggi tutelato come bene monumentale e restaurato dopo i danni sismici del 1981, continua così a vivere anche come luogo di trasmissione culturale. Il Museo della Parola ne rappresenta una delle espressioni più significative, offrendo uno sguardo concreto e coinvolgente sulla storia sociale del borgo.

