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La Chiesa di San Nicola di Bari rappresenta uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e religioso di Rivello. Le sue origini risalgono al periodo medievale, ma l’edificio assunse l’aspetto attuale nella prima metà del XVIII secolo, quando fu ampliato e sopraelevato, in parte sulle rovine dell’antico castello.
La facciata si distingue per l’elegante scalinata settecentesca interamente realizzata in pietra locale, che conferisce monumentalità all’accesso. L’interno conserva tele del XVIII secolo, tra cui una raffinata Madonna del Rosario attribuita a Paolo de Matteis (1715–1718 circa), oltre ad affreschi del XIX secolo che arricchiscono l’apparato decorativo.
Elemento di straordinario interesse è la cripta di San Nicola, situata sotto la chiesa. Caratterizzata da volte a crociera sorrette da colonnine in pietra locale, è considerata, per dimensioni, seconda solo a quella della Basilica di San Nicola. L’ambiente conserva un’atmosfera suggestiva, testimone della lunga stratificazione storica del sito.
La chiesa e la cripta furono protagoniste anche di eventi drammatici: nel 1806, durante l’assedio di Lauria da parte delle truppe napoleoniche, entrambe vennero saccheggiate dai soldati di Napoleone Bonaparte. La cripta fu addirittura utilizzata come ricovero per i cavalli, episodio che testimonia le ferite storiche subite dal borgo.
Oggi la chiesa rappresenta un luogo simbolico in cui si intrecciano fede, arte e memoria, offrendo una lettura intensa della storia di Rivello.

