Share This Article
Palazzo De Rinaldis rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura civile di Rotonda. Edificato nel XVIII secolo su progetto di un architetto napoletano, il palazzo testimonia il legame culturale e artistico tra il borgo e la capitale del Regno di Napoli.
L’elemento più distintivo è il maestoso portale d’ingresso, realizzato da maestranze napoletane e ispirato allo stile bugnato, tipico delle architetture urbane più prestigiose dell’epoca. Questa scelta stilistica conferisce all’edificio un carattere monumentale, sottolineando il rango della famiglia. Sull’architrave è scolpito lo stemma dei De Rinaldis, segno di appartenenza e rappresentanza sociale.
Superato l’ingresso, si accede a un ampio cortile interno pavimentato con grandi lastroni di pietra, spazio centrale della vita domestica e funzionale della dimora, secondo la tradizione delle residenze gentilizie meridionali.
La storia del palazzo è strettamente legata a quella della famiglia De Rinaldis, tra le più importanti del territorio. Tra i suoi membri spicca Bonaventura De Rinaldis, figura di rilievo del XIX secolo: nel 1833 fu nominato Consigliere d’Intendenza, ricevette l’onorificenza di Cavaliere Benemerito dello Stato nell’Ordine di Francesco I e fu insignito di un prestigioso diploma onorifico riconducibile alla tradizione imperiale di Carlo V, a testimonianza delle origini spagnole della famiglia.
Un altro esponente, Gerardo De Rinaldis, ricoprì la carica di governatore nella città di Reggio Calabria, confermando il ruolo politico e amministrativo della casata anche al di fuori del contesto locale.
Accanto alla dimensione nobiliare, il palazzo custodisce anche una memoria profondamente umana: in tempi di difficoltà economica, la famiglia offrì sostegno alla popolazione, arrivando a sfamare molti abitanti del paese. Questo aspetto contribuisce a delineare il palazzo non solo come simbolo di prestigio, ma anche come luogo legato alla solidarietà e alla storia sociale della comunità.
Palazzo De Rinaldis è dunque un edificio che racchiude in sé architettura, potere e memoria collettiva, rappresentando una delle testimonianze più significative della storia di Rotonda.

