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La Cappella di Santa Veneranda rappresenta uno dei piccoli edifici religiosi che punteggiano il tessuto urbano di Lauria, contribuendo a definire la geografia della devozione locale. Situata nella parte alta del rione inferiore, la cappella si inserisce in un contesto urbano stratificato, in cui la presenza di luoghi di culto minori testimonia una diffusione capillare delle pratiche religiose.
Le origini dell’edificio risalgono al XVII secolo e sono legate alla figura del sacerdote Marcantonio D’Imperio, considerato fondatore della cappella. La data del 1684, incisa sulla campana, costituisce una testimonianza diretta della fase originaria di costruzione e rappresenta uno degli elementi più significativi per la ricostruzione storica del sito.
Nel corso del tempo, la cappella ha subito interventi di consolidamento e ristrutturazione, in particolare a seguito del terremoto del 1980, che ha interessato gran parte del territorio. L’edificio attuale si presenta come uno spazio raccolto e unitario, costituito da un unico ambiente di dimensioni contenute.
L’interno è caratterizzato da una disposizione semplice degli elementi liturgici. Sulla parete principale è collocato un altare in muratura, affiancato da un altare ligneo mobile e da un piccolo leggio in ferro, anch’esso movibile, che testimoniano un uso flessibile dello spazio.
Dal punto di vista iconografico, la cappella conserva alcune tele di interesse devozionale, tra cui una raffigurazione della Madonna di Pompei e una Madonna in trono con Bambino tra angeli cherubini. Queste opere, pur non attribuibili a contesti artistici di particolare rilievo, svolgono un ruolo significativo nella definizione dell’identità religiosa del luogo.
Nel suo insieme, la cappella si configura come un esempio di architettura religiosa minore, in cui la semplicità degli elementi costruttivi e decorativi si accompagna a una forte continuità d’uso e a un radicamento profondo nella tradizione locale.

