Share This Article
La Chiesa di Santa Barbara rappresenta una delle testimonianze più significative della presenza del rito greco a Rivello in epoca medievale. Databile all’XI-XII secolo, la chiesa fu infatti una delle tre antiche parrocchie del borgo legate alla tradizione liturgica orientale.
Il 28 agosto 1372, per volontà del vescovo di Policastro Monsignor Nicolao, la chiesa venne associata alla parrocchia di San Nicola, segnando un passaggio importante nella riorganizzazione ecclesiastica del territorio.
L’edificio si presenta a navata unica con abside semicircolare (o semicilindrica), articolata in due registri. Nonostante le trasformazioni nel tempo, conserva ancora oggi un patrimonio pittorico di grande interesse, con affreschi databili tra il XVI secolo e influenze di tradizione bizantina.
Sulla parete sinistra della navata si trova un’epigrafe affrescata datata 1581 e un dipinto raffigurante San Francesco di Paola, risalente al XVI secolo. Sempre sul lato sinistro dell’abside è collocato un crocifisso ligneo scolpito e dipinto, realizzato da un artigiano locale del XIX secolo.
L’abside è decorata con un importante ciclo raffigurante i Dodici Apostoli e Cristo in gloria, probabilmente opera del pittore locale Antonio Aiello, che testimonia la continuità della tradizione pittorica lucana.
Sul lato destro dell’abside è presente un’edicola votiva databile attorno al 1566, nella quale è rappresentata una figura di santo, forse San Marco. Nel registro superiore si trova l’Annunciazione, attribuita al pittore lucano Giovanni Todisco, mentre nel timpano è raffigurato l’Eterno Padre.
Nel loro insieme, gli apparati decorativi della chiesa restituiscono un quadro stratificato della devozione e dell’evoluzione artistica locale, in cui convivono elementi bizantini, rinascimentali e post-rinascimentali.

