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La Cappella di Sant’Onofrio si trova in una posizione appartata e suggestiva nel territorio di Fardella, lungo la strada comunale che collega la valle del Sinni al borgo. Il complesso, ancora oggi di proprietà della famiglia Costanza, è immerso in un paesaggio definito da cipressi monumentali che ne delimitano lo spazio, creando una vera e propria quinta scenica naturale.
Il sito comprende diversi edifici rurali: la cappella, oggi in stato di rudere; la cosiddetta “casina rossa”, abitazione dei coloni ricostruita nel 1923, come ricorda una lastra marmorea sull’ingresso; e altri ambienti destinati alla conservazione delle derrate agricole. Questo insieme testimonia l’organizzazione di una masseria storica, probabilmente legata alle attività agricole del vicino sistema monastico.
Le origini del luogo si intrecciano con una tradizione popolare particolarmente suggestiva: si narra che una statua di Sant’Onofrio, eremita egiziano, fu ritrovata all’interno di una quercia nei pressi del sito. In seguito a questo evento, interpretato come segno miracoloso, venne costruita la cappella, che divenne punto di riferimento per la devozione dei coloni e delle comunità rurali circostanti.
La cappella, di dimensioni modeste e posta in posizione leggermente rialzata rispetto agli altri edifici, è costituita da un unico ambiente. All’interno si trova un altare decorato con un grande rilievo floreale, sormontato da una nicchia con tre figure angeliche. Il tetto ligneo a due falde è oggi crollato, ma la facciata conserva ancora elementi significativi, tra cui un timpano centinato con un oculo centrale decorato.
Sopra il portale in marmo è visibile un’iscrizione che ricorda la fondazione della cappella nel 1900 per volontà di Giovanni Di Giura, mentre sulla facciata si erge un piccolo campanile a due livelli con aperture arcuate, che ospita due campane. Questi elementi, pur nella loro semplicità, testimoniano la cura e l’importanza attribuita al luogo di culto.
Il complesso di Sant’Onofrio si inserisce inoltre in un contesto storico più ampio: si ritiene che questa area fosse una delle aziende agricole legate al vicino monastero cistercense del Sagittario, già attiva nel XVII secolo. Il culto del santo, di origine orientale, fu probabilmente introdotto dai monaci, contribuendo a radicare una devozione che ancora oggi sopravvive nella memoria locale.
Oggi la Cappella di Sant’Onofrio, pur segnata dal tempo, conserva un forte valore evocativo. È un luogo in cui il paesaggio, la storia e la fede si intrecciano, restituendo l’immagine di una spiritualità rurale profondamente legata al territorio.

